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Saluti dal Piacentino


Farini, terra di campioni dello sport


Nella foto d’epoca si può ancora vedere la caratteristica costruzione di una fornace per la calce.




Una panoramica di Farini scattata recentemente da Prospero Cravedi mostra il paese con il ponte stradale che mette in comunicazione l’alta val Nure con la pianura.


di Gian Franco Scognamiglio

In tanti vanno matti per Valentino Rossi e per Totti. Farini, comune dell'Alta Valnure tra Bettola e Ferriere, è terra d'origine di campioni altrettanto famosi come Tarquinio Provini ed Emilio Bongiorni. Provini, nato a Cadeo ma oriundo di Groppallo cinquant'anni fa contava già ventotto vittorie quando vinse la Bobbio-Penice sulla sua "Mondial 175" migliorando di dieci secondi il primato stabilito da Paolo Cavanna. La mia cronaca dal Penice datata 10 agosto 1954 diceva: "Il trionfatore della giornata motociclistica bobbiese, vincitore assoluto e nuovo primatista della gara in salita con la sua Mondial 175 è un ragazzo di 21 anni. Li ha compiuti il 13 maggio scorso. E' un ragazzo abbronzato dai capelli neri arruffati, dall'aria semplice e modesta che dopo ogni successo si getta nelle braccia del babbo…..Provini sa che ha vinto, ma gli sportivi che erano schierati sulle 124 curve sanno come ha vinto. La sua sicurezza e il suo coraggio erano impressionanti. Dalla partenza a quota 272 al traguardo posto a 1146 metri, per tutti i dodici km e mezzo del percorso, Tarquinio è saettato con lo stesso impeccabile stile, con la stessa sorprendente audacia. Né la ghiaietta, né le curve insidiose hanno rallentato la sua entusiasmante cavalcata….. Che cosa riserva agli sportivi piacentini questo ragazzo che corre con l'entuasiamo del principiante e la maestrìa dei campioni più esperti e maturi?....Oggi come oggi Provini appare imbattibile….In un anno è balzato in primo piano nello sport motociclistico…" Poi vennero i trionfi in Inghilterra e nel mondo fino ad una rovinosa caduta.
Emilio Bongiorni, il calciatore che fu centravanti della nazionale di Francia, aveva le sue radici ai Lazzari di Montereggio (Farini). Chiamato familiarmente Milò, era nato il 19 marzo 1921 a Boulogne-Billancourt dove la famiglia era immigrata nel primo dopoguerra. Considerato erede di Gabetto, a 27 anni diventò centravanti del Torino e con i granata segnò una rete nell'ultima partita col Benfica. Il 4 maggio 1949 tornando da Lisbona perse la vita nell'aereo precipitato a Superga che segnò la scomparsa del grande Torino. "Ogni anno o al massimo ogni due anni - ricorda don Giambattista Lanfranchi che fu parroco di Montereggio - Milò veniva quassù alla casa dei vecchi. Il suo amico prediletto era Jacomello, ragazzone robusto e tarchiato come lui. Emilio era più bonaccione ed era Jacomello che gliele combinava sempre….Mangiavano assieme la coppa casalinga….Beveva un solo bicchiere di vino perché gli avevano detto di non berne di più….Doveva andare a letto alle otto e alle otto meno cinque, ci fosse stata la più bella compagnia del mondo, era a letto…"
Un altro oriundo di Farini, nato in Francia, è stato il corridore ciclista Amedeo Polledri, detto "Rondinella" per i suoi guizzi a zig-zag. Aveva 19 anni quando al Parco dei Principi a Parigi da grande campione battè i due assi francesi Pouchois e Scilles.
Farini
comune ha 137 anni. Venne costituito con decreto del Re Vittorio Emanuele II il 17 novembre 1867. Due le opinioni sulla denominazione. Il territorio contava numerosi mulini e i mugnai erano chiamati farinai: di qui Farini d'Olmo modificato da alcuni anni in Farini. Altra versione: il nome ricorderebbe Luigi Carlo Farini, statista e patriota ravennate che fu "dittatore dell'Emilia nel 1859-60, poi ministro dell'interno e presidente dei ministri. Nel censimento del 1921 Farini contava 7411 abitanti ridotti oggi a 1794 secondo l'anagrafe. Numerosi gli emigrati in Francia, America, Svizzera, in Lombardia e a Piacenza. Nelle due guerre mondiali i caduti furono 181. Nell'ultima hanno perso la vita cinque civili fra cui la farmacista dottoressa Elsa Remondi.
Venditori di sementi o semenzai, vivaisti, fioristi da Farini (dove nel 1971 si sono uniti nell'associazione fondata dal cav. Lino Gioia, scomparso a 95 anni nel 2003) svolgono il lavoro in tutta l'Alta Italia. Numerosi sono gli autotrasportatori, autisti dei pullman, muratori, infermiere, addetti ai servizi socio-assistenziali. Farini è considerata la capitale dell'ospitalità per numero di alberghi e trattorie. Pioniere del turismo è stato duecento anni fa Antonio Salini fondatore dell'omonimo albergo gestito poi da Ferdinando, Vittorio, Guido, Elvira e ora da tre fratelli che tengono alta anche la tradizionale produzione di salumi. Georges Cogny ha dato lustro alla buona cucina della Cantoniera come la signora Clotilde Morandi Garilli a Mareto, entrambi premiati dal Sodalizio di Ercole Bibace.

Gorreto e il Parco dell'Antola



Farini, terra di campioni dello sport


A Pradovera atmosfere d'altri tempi


Groppallo, villeggiatura ideale


Castellarquato, la fontana del Duca


Marsaglia, angolo di paradiso


Gropparello, borgo d'avventura


Monticelli, la rocca delle meraviglie


Nibbiano, tra Tidone e Tidoncello


Podenzano, verso gli 8.000 abitanti


Ziano: uva, vino e spiritualità


Riva e il suo splendido castello


Travo, l'invito di Antonino a cavallo


Pradello e la leggenda di Colombo


Mottaziana, un beato isolamento


S.Agostino tra Bobbio e Ottone


Gossolengo, appendice della città


Ancarano, sui colli di Rivergaro


A Gragnanino sbocciano le villette


Castelnovo attende la tangenziale


Grazzano Visconti, la favola vera


Roveleto, il santuario del Carmelo


Sant'Antonio, la grande frazione


Il fascino antico di Castellarquato



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